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    domenica 24 gennaio 2016

    Catania, Alfano accompagnato da 48 auto blu inaugura il ristorante della Mafia

    Chi ci legge ricorderà il nostro post dedicato alla visita del ministro Angelino Alfano a Catania lo scorso 29 settembre, in occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono delle forze di polizia. Allora denunciammo, in particolare, due fatti: lo sfarzo – contestato anche dai sindacati di polizia – con cui Alfano partecipò alle celebrazioni (fu accompagnato da ben 48 auto blu). Ma, soprattutto, raccontammo della partecipazione di Alfano, fuori dal contesto istituzionale, all’inaugurazione di un locale, Il Pitti. Per consentire che Alfano partecipasse a quest’evento, a titolo personale, fu chiuso un intero isolato. E furono rimosse e multate, senza un adeguato preavviso, le auto dei residenti.

    All’epoca, ponemmo ad Alfano otto domande che non hanno mai trovato risposta se non la minaccia, da parte del Viminale, di un’azione legale nei nostri confronti. Ad Alfano chiedemmo, per esempio, perché mai avesse partecipato a quell’inaugurazione utilizzando i mezzi e gli uomini destinati alla missione istituzionale, perché venne chiusa la piazza adiacente e sanzionati i residenti. E, soprattutto, di chi fosse il ristorante che aveva inaugurato. Qui una foto della sera dell’inaugurazione.

    Ebbene, oggi qualche risposta possiamo finalmente darcela. Grazie ad un’operazione antimafia condotta stamane contro la famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano cui sono stati sequestrati oggi beni per milioni di euro tra ristoranti, centri di bellezza, autolavaggi e impianti sportivi. Tra i beni sequestrati anche un ramo d’azienda destinato alla gestione del ristorante“l’Oste di Tremestieri”, in via Roma 10/12 e un’unità della società commerciale “La Rena Rent Car.”, intestata a Giuseppe e Salvatore Caruso. E da chi sono gestiti il ristorante L’Oste di Tremestieri e la ditta di noleggio La Rena Rent Car oggi sequestrati nel corso dell’operazione antimafia? Da Giuseppe e Salvatore Caruso e da Gianluca Giordano e cioè gli stessi titolari e gestori del Pitti (quest’ultimo non colpito da alcun provvedimento giudiziario).

    Adesso Alfano risponda a queste domande: come può un ministro dell’Interno partecipare all’inaugurazione di un ristorante i cui titolari e gestori sono oggi destinatari di provvedimenti di sequestro, riferiti ad altri beni, nell’ambito di un’operazione antimafia. Quali rapporti intercorrono tra il ministro e questi soggetti?


    di Massimo Malerba (Violapost)


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