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    martedì 3 novembre 2015

    Mafia Capitale: la lista dei 101 e i primi verdetti



    È il primo verdetto sulla corruzione del «capitale istituzionale» di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Ma è anche la giornata che decide se, e in quale misura, al Campidoglio spetti un risarcimento per esser diventato il simbolo (spavaldo) della corruzione nella pubblica amministrazione. La prima sentenza con rito abbreviato per i due imputati di Mafia Capitale — il dipendente coop Emilio Gammuto e la funzionaria capitolina Emanuela Salvatori (accusata di corruzione e finita ai domiciliari non risponde del reato di associazione mafiosa) — è prevista in giornata.


    Con il verdetto sulla funzionaria si misureranno anche le aspirazioni al riconoscimento del danno da parte del Campidoglio. Non solo per quanto stabilirà la giudice Anna Criscuolo sulla vicenda ma soprattutto perché una condanna per corruzione spianerebbe la via dei risarcimenti istituzionali alla corte dei Conti, dove 5 inchieste stanno valutando il danno arrecato al Comune dai funzionari corrotti.

    Nel frattempo è caduto anche l’ultimo segreto dell’inchiesta. Centouno nomi e le vicende allegate alla relazione del prefetto Franco Gabrielli al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. La lista equivale a una sorta di indice (Gabrielli la chiama «guida» alla propria relazione anche se era stato il suo predecessore a scriverla) di delibere e atti amministrativi piegati alle esigenze del mondo di Mezzo. Decisioni avallate e firmate da presidenti di commissione, delegati, capi di gabinetto, semplici consiglieri e dirigenti dell’amministrazione capitolina.

    La lista degli ipotetici infedeli è grosso modo sovrapponibile a quella degli indagati/imputati di Mafia Capitale. Ma c’è anche chi, come l’ex vicesindaco di Alemanno, Sveva Belviso, pur non avendo a che fare direttamente con Buzzi avrebbe però veicolato favori al suo entourage nella concessione in affitto a Riccardo Mancini, uomo di Alemanno ed ex amministratore delegato di Eur spa, di uno dei campi da rugby più appetiti della città. Nello stesso ruolo di vicesindaco, ma stavolta per il centrosinistra della giunta Marino, si trova il suo ex numero due, Luigi Nieri. Non indagato Nieri, ma nominato in qualche caso da Buzzi, avrebbe avuto una parte nel prolungare artificialmente incarichi per l’emergenza sfratti alle coop buzziane. Nell’elenco anche l’ex segretario del Pd romano, Lionello Cosentino, il delegato allo Sport Alessandro Cochi (spiega Buzzi intercettato: «Cochi non è comprato ma è ‘n amico»), Erica Battaglia, Eugenio Patané. Lista e relazione saranno depositati al maxi processo che inizierà giovedì 5 novembre.
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