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    giovedì 26 marzo 2015

    Legge Antiterrorismo, lo Stato potrà entrare nel tuo pc

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    Lo stato potrà deliberatamente installare nel tuo PC, tablet o cellulare un virus che oltre a permettere il controllo di ogni singola parola, azione o ricerca permettera di controllare il tuo pc da remoto (ovvero se lo Stato dall'altra parte dello schermo volesse spostare il cursore del mouse, solo per fare l'esempio più stupido, potrebbe farlo tranquillamente)

    Il provvedimento antiterrorismo modifica il codice di procedura penale così:
    All’articolo 266-bis, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi», sono aggiunte le seguenti: anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico.
    Con questo emendamento l’Italia diventa il primo paese europeo che rende esplicitamente ed in via generalizzata legale e autorizzato la “remote computer searches“ e l’utilizzo di captatori occulti da parte dello Stato.
    Il fatto grave è che questo non lo fa in relazione a specifici reati di matrice terroristica (come fa pensare il provvedimento), ma per tutti i reati “commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche” (art.266 bis).
    Se non interveniamo, da domani per qualsiasi reato commesso a mezzo del computer - dalla diffamazione alla violazione del copyright o ai reati di opinione o all’ingiuria - sarà consentito violare da remoto in modo occulto il pc, tablet o cellulare di qualsiasi cittadino.
    L’uso di captatori informatici (Trojan, Keylogger, sniffer ecc.ecc.) quale mezzo di ricerca delle prove da parte delle Autorità Statali (giudiziarie o di sicurezza) è controverso in tutti i paesi democratici per una ragione tecnica: con quei sistemi compio una delle operazioni più invasive che lo Stato possa fare nei confronti dei cittadini, poiché quella metodologia è contestualmente
    •  
    • una ispezione (art. 244 c.p.p.)
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    • una perquisizione (art. 247 c.p.p)
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    • una intercettazione di comunicazioni (266 c.p.p.)
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    • una acquisizione occulta di documenti e dati anche personali (253 c.p.p.).
    Tutte attività compiute in un luogo, i sistemi informatici privati, che equivalgono al domicilio. E tutte quelle attività vengono fatte al di fuori delle regole e dei limiti dettate per ognuna di esse dal Codice di Procedura Penale.
    Per non parlare della contestuale violazione dei diritti costituzionali previsti dall’art. 13 all’art. 15 della Costituzione, senza le adeguate garanzie da questa previste.
    Nel 2008 la Corte Costituzionale tedesca con sentenza 27/02/2008 si era espressa negativamente sull’uso generalizzato dei c.d. Bundestrojan (Trojani di stato tedeschi) rilevando come tale attività comportasse rischi di un controllo pervasivo dei sistemi, il superamento dei sistemi di cifratura, la profilazione di comportamenti estranei ai reati perseguiti, una invasione della sfera privata e della riservatezza, nonché rischi di danni ai sistemi informatici ed il coinvolgimento di dati di terzi estranei.
    Una norma generalizzata che consente l’uso di tali captatori occulti (virus di stato) non rispetta alcun criterio di proporzionalità se non è strettamente limitata a specifiche gravissime ipotesi di reato, tassativamente determinate ex lege, e con doppia riserva di giurisdizione.
    Aggiornamento 26 - 03 -2015

    Dopo la pioggia di critiche piovuta da ogni dove, Renzi ha cancellato dalla legge antiterrorismo il comma che consente di «frugare» nel computer dei cittadini. Un tema delicato e importante, spiegano fonti di Governo, che verrà affrontato in maniera più complessiva nel provvedimento sulle intercettazioni già in esame in Commissione. Perciò il pericolo non è ancora scampato... Soddisfatto il presidente dell’Autorità garante per la privacy, Antonello Soro, che aveva espresso dubbi seri sulla norma: «Lo stralcio della norma sulle intercettazioni da remoto consentirà un supplemento di riflessione, quanto mai necessario quando sono in gioco libertà e diritti fondamentali». Plauso anche dal commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks.





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