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    martedì 24 marzo 2015

    La risposta “nucleare” americana alla migrazione degli alleati verso la Banca di sviluppo cinese

    [post_ad]La Cina ha proposto di eliminare il diritto di veto nella nuova Banca dello Sviluppo, che intende fare concorrenza mondiale al Fondo monetario internazionale. Lo scopo è di fidelizzare i nuovi partner e di attirare altri Paesi dall’Europa dopo il sì arrivato nei giorni scorsi di Italia, Francia, Germania e Regno Unito. In questo modo si pone ancora di più in concorrenza con il Fmi, dove gli Stati Uniti pesano molto di più in alcune decisioni chiave. Se la Banca di Sviluppo cinese quindi riuscisse in un futuro non troppo lontano a "battere" il Fondo Monetario Internazionale, gli USA perderebbero quel ruolo di centralità e prepotenza economica di cui fino ad oggi hanno goduto.

    La risposta, prepotente come al solito, non si è fatta attendere:
    "Con questi lanci forniamo una visuale al mondo che siamo in grado di colpire ovunque con estrema precisione" Con gli alleati che stanno migrando in massa verso la nuova banca di sviluppo della Cina (e anche gli Stati Uniti hanno dovuto piegarsi ad una collaborazione) l'America, scrive oggi Zero Hedge, è costretta ad utilizzare la tecnica che conosce meglio per garantirsi di restare la riserva valutaria del mondo ad inifinitum: la minaccia nucleare intercontinentale.



    Come mostra questo video, l'US Air Force ha lanciato un test missilistico intercontinentale Minuteman III da una base della California alle 03:36 ora locale, secondo quanto dichiara la stessa Air Force. E' un chiaro messaggio al mondo sulle capacità nucleari di Washington. "Con questi lanci, verifichiamo non solo i nostri processi e la ICBM (missili balistici intercontinentali), ma forniamo una visuale al mondo che il Minuteman III è in grado di colpire praticamente ovunque con estrema precisione", ha detto il tenente Col Tytonia Moore dalla base Francis E. Warren AFB in Wyoming.

    Serviva un messaggio più chiaro per la Cina?





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