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    mercoledì 30 aprile 2014

    Quando la Lira vinceva l'Oscar Della Moneta


    E' del 1978 questo articolo di Eugenio Scalfari, allora antesignano di Bagnai (come Napolitano del resto), oggi eurista ad oltranza, che ai tempi si esprimeva contro l'ingresso dell'Italia nello SME, l'antenato dell'euro.
    Lo stesso Scalfari ora dice che fuori dall'euro saremmo come il Marocco.

    Articolo di Scalfari sulla Lira - L'Espresso, 1982
    Lo SME (Sistema Monetario Europeo), infatti, è come noto quel meccanismo in base al quale le monete aderenti si impegnavano a restare entro una fascia di oscillazione predeterminata (è il 2,5%, l’Italia otterrà il 6%); la cosa viene proposta con un insieme di argomenti economici (riduzione dei costi di cambio e dell’incertezza, con conseguente incremento dei commerci) e politici (primo passo verso gli Stati Uniti d’Europa, in quanto primo e decisivo passo verso la creazione di una Moneta Unica e di una Banca Centrale Europea). Malgrado il disegno attraente Scalfari oppone a tale visione un impietoso elenco dei rischi. Sono passati trentacinque anni, ma vale la pena rileggerli:

    - il progetto non è veramente “europeo” (cioè cooperativo) ma “nasce da un patto politico di ferro tra Germania e Francia. L’Europa politica avrà, quindi, un asse ben preciso fin dall’inizio e questo asse sarà come ha ricordato ieri il nostro Bernardo Valli, quello dell’Europa Carolingia”. Quindi “gli altri membri del sistema resteranno inevitabilmente alla periferia, saranno –politicamente parlando- marche di confine”.

    - la moneta dominante dello SME “è il marco tedesco. E’ un dato di fatto che nessuno può modificare. Ciò significa che se il marco tedesco continua a rivalutarsi, come avviene ormai ininterrottamente da dieci anni, nei confronti del dollaro, tutte le monete dello SME si rivaluteranno.”

    - terzo problema, per noi familiarissimo, è che “il tasso di inflazione attuale della Germania sta tra il 2 e il 3%; la media della Cee è sul 7%; l’inflazione italiana resiste pervicacemente al livello del 13%. Tra la nostra inflazione e quella della Cee c’è dunque uno scarto di sei punti; rispetto all’inflazione tedesca lo scarto è di 11 punti. Una volta agganciati allo Sme noi ci troveremo dunque in questa paradossale situazione, saremo l’unico paese al mondo con un altissimo tasso di inflazione che, invece di svalutare la propria moneta, subirà una rivalutazione. Perché tutti comprendano: ciò significa che il potere d’acquisto interno della lira continuerà a diminuire, i costi di produzione ad aumentare e le nostre merci a costare di più rispetto alle concorrenti merci straniere. Come si vede è una forbice dalle cui lame si può venire stritolati”;

    - ci sono due sole soluzioni possibili, o la Germania aumenta il proprio tasso di interesse e l’inflazione, “ipotesi del tutto irrealistica”, oppure “si può cercare di ridurre il nostro tasso d’inflazione, portandolo almeno al livello della media europea”. Per ottenere questo risultato, dice Scalfari, bisogna “smantellare l’Italia assistenziale e corporativa a vantaggio d’una Italia produttiva, seria, efficiente”.

    Notare la chiosa Finale: Scalfari faceva l'analisi giusta, ma capiva già che bisognava "piegarsi", e quindi da vero giornalista di regime ha chiuso l'articolo con quella frase, che sarebbe diventata il mantra che domina tuttora."














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