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    martedì 29 aprile 2014

    A Parigi la Resistenza al TTIP è già iniziata


    “A Sevran, un comune nella periferia nord-est di Parigi, la resistenza è già iniziata. Dall’11 Aprile la città è stata auto-dichiarata una zona libera dal TTIP, il Partenariato transatlantico per lo scambio e gli investimenti, la replica atlantica del NAFTA.



    Proteste a Bruxelles contro il T.t.i.p.

    Una risoluzione presentata dal gruppo di sinistra Sevran Solidaire et Citoyen è stata adottata a larga maggioranza del Consiglio comunale di Sevran. La città chiede al governo francese di interrompere la trattativa concernente la creazione di una zona di libero scambio tra l’America e l’Europa, che è in corso da circa 10 mesi.
    A Sevran credono che il trattato “non riguarda tanto la libera concorrenza e la mancanza di barriere, è [piuttosto - ndr] una minaccia contro il nostro modello sociale e il modo di vita francese: lo smantellamento di tutte le protezioni sociali e ambientali, dumping di salari e prezzi, privatizzazioni, lo Stato attaccato dalle multinazionali nei tribunali arbitrali privati​.”
    La paura causata da questo quadro cupo si sta lentamente diffondendo in Europa, nonostante il fatto che i media europei solitamente chiudono gli occhi di fronte ad essa. Inoltre, le elezioni europee alla fine di Maggio si avvicinano e gli euro-politici, già assediati da orde di partiti cosidetti "euroscettici", non vogliono parlare di una questione così divisiva. Il modo in cui Bruxelles ha cercato di presentare il trattato è tipico di questa Europa cui manca un cuore politico, un Club di Banche secondo la quale la democrazia consiste nel regolamentare ogni aspetto della vita, anche la lunghezza di una zucchina.
    Si tratta niente di meno che dell’antropologia iper-astratta del neoliberismo, un mondo di individui monadi senza legami sociali e di solidarietà, la cui libertà è quella di scegliere tra diversi beni di consumo e il “potere” quello di dire tutto ciò che ci passa attraverso la testa a una folla anonima che non presta ascolto. Un mondo apparentemente regolato dalla magica mano del mercato, ma in realtà un’arena in cui solo i più forti contano e comandano, la legge della giungla davvero.
    Questo è più evidente negli Stati Uniti dove, come molti film di Scorsese hanno dimostrato, la violenza magmatica della società è appena coperta da un sottile strato di democrazia formale. La vecchia Europa, con secoli di guerre sanguinose sulle sue spalle, ha bisogno di una buccia più spessa “per pretendere di essere qualcun altro”, come la canzone di Randy Newman ‘Guilty’ afferma. Così, nell’illustrazione del sedicente trattato che viene normalmente fatta in Europa tutto viene visualizzato nella sua suprema astrazione, ogni evento umano è declassato e preso sotto la possibilità burocratica di essere governato, cioè la sua umanità è dialetticamente distrutta.







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